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Istruzione e Formazione Professionale |
| Leggi il PIANO FORMATIVO dell'IeFP |
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I percorsi di Istruzione e Formazione professionale mantengono la possibilità di conseguire una Qualifica triennale o un Diploma di Tecnico professionale di quarto anno (3+1), ove previsto. Questo in ragione della capacità di preparare gli allievi a ricoprire ruoli che il mondo professionale ritiene necessari. Quanto poi ai contenuti ed ai metodi di insegnamento-apprendimento, i percorsi triennali di IFP possiedono un carattere meno teorico di quelli scolastici ed una maggiore aderenza agli aspetti lavorativi, senza, tuttavia, rinunciare ad una adeguata formazione culturale di base. Prima della riforma le Qualifiche rilasciate dalle Regioni avevano un valore solo territoriale e non erano equiparabili ai titoli di studio rilasciati dalla scuola. Ora, con l’ingresso dell’IFP nel sistema educativo, sia le Qualifiche, sia i Diplomi professionali diventano titolo valido - al pari di quelli scolastici - per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione e del diritto dovere di istruzione e formazione. Sono poi spendibili e riconoscibili su tutto il territorio nazionale, perché riferiti a standard comuni, concordati tra le Regioni e tra queste e lo Stato. I titoli, così come anche le singole competenze acquisite al termine di un segmento di percorso (è il caso delle interruzioni prima della fine dell’anno), costituiscono credito formativo per l’inserimento o il passaggio nel sistema di Istruzione. Il credito formativo è una sorta di “bonus” corrispondente al percorso o alla frazione di percorso ed alle relative competenze fin lì acquisite, che la scuola presso cui ci si vuole trasferire deve tenere in considerazione. Il nuovo istituto deve, cioè, decidere a quale punto del nuovo percorso inserire l’allievo: se, ad esempio, nello stesso anno, con una riduzione oraria o di programma, o in quello successivo, magari con un supporto di formazione aggiuntiva per le parti su cui è ancora carente. In ogni caso la scuola presso cui l’allievo si vuole trasferire non può non tener conto di quanto già fatto nell’istituto di provenienza o obbligare lo studente a rifare tutto il percorso daccapo. Per l’iscrizione occorre segnalare la propria scelta presso la scuola di Istruzione secondaria di primo grado (Scuola Media) che si sta frequentando, nelle modalità indicate dalla scuola stessa. Sarà poi questa ultima a formalizzarla, contestualmente, nell’anagrafe regionale degli studenti e ad inoltrare a propria volta la domanda all’Istituzione scolastica o formativa prescelta. L’anno formativo prevede il medesimo avvio e la medesima fine di quello scolastico, nell’ambito del calendario fissato ogni anno dalla Regione Lombardia. Gli esami conclusivi dei percorsi di IFP si svolgono di norma nella settimana seguente la chiusura delle lezioni. Mentre negli Istituti scolastici le ore sono quelle previste anche per i percorsi statali, pari ad un monte annuo di 1.056 e ad un minimo settimanale di 32; nelle Istituzioni formative l’orario minimo annuale è invece di 990 ore. Le ore dedicate ai laboratori tecnico-pratici sia nelle Istituzioni scolastiche che in quelle formative possono invece variare in modo significativo, in rapporto alle scelte che le Istituzioni vorranno fare. Nei percorsi di IFP regionali, comunque, la percentuale delle ore dedicate all’area tecnico professionale da sviluppare attraverso un forte ricorso ai laboratori, non può essere inferiore al 40% nel triennio ed al 45% nel quarto anno. L’impostazione complessiva è decisamente più rivolta agli aspetti operativi. |
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Per maggiori informazioni consulta il documento sui percorsi di ISTRUZIONE e FORMAZIONE PROFESSIONALE della Regione Lombardia |
