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7.1 - Internet
7.1.1 Concetti e termini |

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7.1.1.1
Capire il significato e saper distinguere
tra Internet e il World Wide Web (WWW).
Internet è un entità costituita dall’insieme di tantissime
reti informatiche interconnesse in tempo reale e rappresenta il più
vasto sistema di comunicazione via computer e linea telefonica
funzionante al mondo.
Internet, attualmente, viene definita la Rete delle reti,
perché composta da un enorme numero di reti di computer il cui
sistema di trasmissione si basa sull’utilizzo di un unico standard
di comunicazione: il protocollo TCP/IP. Questo standard
rende compatibile la trasmissione di dati e informazioni tra strutture
hardware e software diversi. Tutti i dispositivi collegati in Internet
sfruttano tutti i mezzi di trasmissione elettronica disponibili:
fibre ottiche, linee telefoniche su cavi di rame, trasmissioni via radio,
microonde e satellitari.
L’utilizzo di Internet si è diffuso rapidamente e oggi connette
“liberamente” tra loro svariate
reti pubbliche e private, collegando potenzialmente in tempo reale
milioni di utenti presenti in ogni parte del mondo. Ogni computer
può virtualmente comunicare con un altro computer, lontano anche
migliaia di chilometri purché entrambi siano collegati a Internet.
Internet si è sviluppata come rete libera e spontanea: non ha
proprietari e nessuna singola organizzazione controlla il suo utilizzo.
Gli utenti liberamente possono utilizzare la rete per
acquisire e fornire informazioni di ogni genere: comunicazioni, notizie,
ricerche e dati scientifici, transazioni finanziarie e di commercio elettronico.
Il nome WWW (World Wide Web) significa “ragnatela
estesa a tutto il mondo”. Attualmente viene chiamato semplicemente
Web e spesso molti lo confondono con Internet, usando
erroneamente i due termini come sinonimi. In realtà il Web rappresenta
attualmente il mezzo più efficace per recuperare informazioni
e usufruire di servizi on-line, tuttavia si differenzia da Internet
perché ne rappresenta solo una parte, e perché è
apparso molto tempo dopo la nascita di Internet.
Il Web rappresenta la modalità più pratica ed efficiente
per accedere alla moltitudine di informazioni contenute in Internet, grazie
alla navigazione tra i contenuti ipertestuali delle pagine Web. Con la
tecnica ipertestuale alcune parole o immagini inserite
in un pagina Web sono sensibili e con un clic del mouse su di esse si
ottiene un rinvio al documento legato logicamente all’oggetto selezionato.
Il Web contiene milioni di documenti ricchi di contenuti multimediali:
testi, immagini, animazioni, suoni e filmati. Il successo del Web, la
cui diffusione in pochi anni ha coinvolto tutti gli utenti di Internet,
è molto legato alla facilità di consultazione grazie all’utilizzo
di software che rendono semplice la consultazione delle informazioni detti
browser.
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7.1.1.2
Saper definire e comprendere i termini:
HTTP, URL, link ipertestuale, ISP, FTP.
HTTP (HyperText Transfer Protocol): è il protocollo di
comunicazione utilizzato per la navigazione sul World Wide Web (WWW) per
raggiungere e
visualizzare le informazioni e che stabilisce le regole di dialogo tra
il browser del client e le risorse presenti sul server web.
URL(Uniform Resource Locator): è il metodo standard per indicare
l'indirizzo logico di una specifica risorsa di Internet, ad esempio una
pagina Web oppure un file presente su un server FTP. In altre parole l’URL è l’indirizzo
composto da una stringa di caratteri senza spazi che identifica in modo
univoco qualsiasi risorsa esistente su Internet.
Un collegamento ipertestuale o hyperlink, è un punto di congiunzione
tra due pagine Web, che consente di arrivare direttamente alla pagina che
contiene le specifiche informazioni indicate dal link. Il link può essere
costituito da una parola o un’immagine inserita in un pagina Web.
Il clic del mouse sul link determina il rinvio al documento legato logicamente
all’oggetto selezionato.
ISP (Internet Service Providing): sono strutture tecnico-commerciali che
forniscono servizi Internet di connessione alla rete, di affitto spazio
web e di sistemi hardware e software on-line.
FTP (File Transfer Protocol): identifica sia un tipo di servizio sia un
protocollo per prelevare file da server della rete Internet. E’ uno
dei servizi Internet più usati soprattutto per la distribuzione
del software. I file possono essere, in formato ASCII (se sono di tipo
testuale) oppure di tipo binario (ad esempio per programmi, immagini, suoni,
filmati, ...). |
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7.1.1.3
Capire come è strutturato un indirizzo
Web.
Un indirizzo Web è costituito da tre componenti:
- dal protocollo http (Hyper Text Transfer Protocol);
- dal nome del computer, ossia il server,
su cui la risorsa Web è memorizzata;
- e a volte dal percorso e dal
nome del file.
Il nome del computer è detto dominio, consiste in una stringa di
identificatori separati da punti. Un dominio può terminare con un
codice di due lettere, che identifica lo stato in cui si trova il server:ad
esempio:
.it per l’Italia;
.uk per la Gran Bretagna;
.es per la Spagna;
.us per gli Stati Uniti;
.jp per il Giappone;
.fr per la Francia;
.de per la Germania.
Il dominio può terminare con un codice di tre lettere che identifica
il tipo di organizzazione, ad esempio:
.com per organizzazione commerciale;
.gov per l’ente governativo;
.edu per istituzione educativa;
.org per organizzazioni
no profit.
L’indirizzo Web serve non solo a facilitare l’identificazione
della risorsa da raggiungere che sarà associata a una serie di parole
e non di numeri, ma serve anche a individuare il percorso all’interno
della rete attraverso cui è possibile raggiungerlo.
A tale scopo è stato
creato un sistema di indirizzamento chiamato DNS (Domain Name System) che
effettua la traduzione alfanumerica dell’indirizzo IP di ogni server
collegato in Internet. |
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7.1.1.4
Sapere cosa è e a cosa serve un
browser.
Un browser è un programma applicativo specifico
per la visualizzazione delle pagine web e la navigazione in Internet.
E' in grado di interpretare il linguaggio ipertestuale del codice HTML,
ossia Hyper Text Markup Language che consente di preparare
“pagine Web” nelle quali le informazioni sono inserite secondo
un formato standard rispettando il protocollo di comunicazione chiamato
HTTP (Hyper Text Transfer Protocol).
Il browser permette di navigare tra i contenuti presenti nelle pagine Web
grazie ai collegamenti ipertestuali che consentono di
arrivare direttamente alla pagina che contiene le specifiche informazioni
indicate dal link. In altre parole con la tecnica ipertestuale
alcune parole o immagini inserite in un pagina Web sono sensibili e con
un clic del mouse su di esse si ottiene un rinvio al documento legato
logicamente all’oggetto selezionato.
Il funzionamento di un browser in modo sintetico può essere chiarito
nel modo seguente:mediante uno specifico indirizzo definito URL
(Uniform Resource Locator) digitato nella barra di navigazione, il browser compie
una richiesta di un file ad un server, solitamente presente in Internet,
che in genere è un file HTML corrispondente ad un determinato sito
o pagina Web. Una volta ricevuto il file, il browser provvede a visualizzarlo
interpretando i tag HTML.
Le pagine Web possono contenere non solo testo, ma anche immagini, animazioni,
suoni e video che vengono anch’esse richieste al server e poi visualizzate
dal browser.
Un browser inoltre mette a disposizione dell’utente alcuni strumenti
di supporto alla navigazione nel Web come ad esempio:
- avanzare o tornare indietro nella navigazione delle risorse ipertestuali
consultate;
- creare una lista di siti preferiti definiti bookmarks
o segnalibri;
- poter consultare la storia della navigazione (definita cronologia
o History) in modo da poter risalire facilmente ad una
pagina web già visitata.
Attualmente i browser più diffusi sono Microsoft Internet Explorer,
Netscape Communicator, Opera e Mozilla. |
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7.1.1.5
Sapere cosa è e a cosa serve un
motore di ricerca.
Un motore di ricerca (o Search Engine) è costituito da un server
o un insieme di server dedicati all’indicizzazione delle pagine Web
di Internet. Quando viene interrogato, il motore di ricerca in modo automatico è in
grado di selezionare e restituire elenchi di link a pagine Web che contengono
le informazioni più pertinenti secondo i criteri di ricerca richiesti
dall’utente.
I programmi di indicizzazione dei motori di ricerca sono alloggiati
presso server Web dedicati e possono essere interrogati mediante la digitazione
da parte dell’utente di opportune parole chiave significative per
l'argomento oggetto dell'indagine.
Per effettuare una ricerca l’utente deve accedere al sito Web
del motore di ricerca scelto e nel riquadro presente nella pagina principale
deve inserire la parola o le parole cercate. Il motore di ricerca sulla
base dei criteri di interrogazione utilizzati, verifica nei propri database
tutti i siti che contengono le parole chiave utilizzate e di solito nell'arco
di pochi secondi, presenta all’utente che ne ha fatto richiesta
una lista di link verso le pagine Web trovate.
L’interrogazione dei motori di ricerca è uno degli usi
più frequenti di Internet. Le informazioni raccolte e visualizzate
tramite il Web sparse sulla rete Internet, sono praticamente infinite
e senza un filtro diventa impossibile per l’utente consultare quelle
più significative e interessanti o più rispondenti ai propri
criteri di ricerca.
Un’analisi più accurata evidenzia l’esistenza di
tre categorie principali di strumenti di ricerca presenti in Internet:
-
i Motori di ricerca veri e propri;
- le Guide o Directory;
- e i Meta Motori
di ricerca.
I principali motori di ricerca sono: Google,
Altavista, Excite, Hotbot, Lycos, Infoseek, Webcrawler. Essi funzionano in modo automatizzato mediante
i cosiddetti spider (detti anche crawler, ragni
o robot).
Gli spider sono programmi che si collegano ai siti internet,
ne leggono il contenuto e lo indicizzano o inseriscono nel motore di ricerca. L’operazione
avviene automaticamente senza intervento dell’uomo: lo spider naviga
il Web, memorizza le URL e indicizza i link, le parole chiave e il testo
delle pagine che incontra. I robot leggono non solo il
testo evidente sulla pagina Web, ma anche il testo nascosto
costituito dai cosiddetti Meta tag.
Il Meta tag è un tag o marcatore
(ossia un'istruzione in linguaggio HTML), situato nell'intestazione di
una pagina Web (detta header), che contiene informazioni che non sono
visibili utilizzando il browser, ma che possono essere interpretate dal
motore di ricerca. I più comuni fra i Meta tag sono il tag keyword,
che consente all'autore di enfatizzare l'importanza di alcuni termini
che compaiono nella pagina e il tag description, che
consente all'autore di determinare il testo che il motore esporrà
come sommario descrittivo della pagina nei risultati di un'interrogazione.
Le Directory o Guide sono costituiti da server o da un insieme di server
dedicati all’indicizzazione delle pagine Web in Internet in cui
gli argomenti sono suddivisi per categorie e i siti sono visitati e recensiti. In
genere sono compilati manualmente mediante un processo editoriale di
selezione e catalogazione effettuato dai gestori della Directory. Le Guide
più note sono Yahoo e Virgilio.
Il Meta Motore di ricerca (o Meta search engine) è costituito
da un server o da un insieme di server in grado di interrogare contemporaneamente
vari motori di ricerca e directories e di riassumere i risultati ottenuti. Con
tali strumenti si può effettuare una “ricerca di
ricerche” in
cui i risultati che vengono proposti all’utente si riferiscono
a tutti i motori, mentre i link doppi vengono rimossi. |
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7.1.1.6
Comprendere i termini cookie, cache.
Tutte le volte che si effettua un collegamento a un sito Internet, il browser
riceve dal server Web tutti gli elementi che compongono le pagine visualizzate
e li salva in una cartella temporanea in un'area di memorizzazione dell’hard
disk definita cache.
Nel browser Microsoft Internet Explorer le pagine Web,
così come anche i file e le immagini, vengono memorizzate durante
la navigazione nella cartella File temporanei Internet
il cui contenuto quindi rappresenta la cache. Questo consente di velocizzare
la visualizzazione delle pagine visitate di frequente o comunque già
visualizzate, in quanto queste pagine potranno essere aperte direttamente
dal disco rigido anziché dal Web. La conservazione dei file nella
cache consente di visualizzare pagine Web senza doversi connettere a Internet
sfogliandole in modalità non in linea.
Per aumentare la dimensione della cache, ossia lo spazio per le pagine
Internet temporanee, dal menu Strumenti di Internet Explorer, scegli Opzioni
Internet. Nella scheda Generale fai clic su Impostazioni e sposta il dispositivo
di scorrimento verso destra per aumentare lo spazio per la memorizzazione
temporanea delle pagine.
Per una corretta visualizzazione delle pagine Web, a volte può essere
necessario “pulire” la cache del browser cancellando tutti
i file in essa presenti. Per fare questo in Internet Explorer entra sempre
nella scheda Generale della finestra Opzioni Internet e clicca il pulsante
Elimina file abilita il flag Elimina tutto il
contenuto non in linea, quindi
premi OK.
Il termine cookie in inglese significa letteralmente “biscotto”.
Un cookie è un piccolo documento di testo (ossia un file
.txt) che
il browser memorizza sul disco fisso del computer oppure lo conserva temporaneamente
in memoria. Il cookie viene memorizzato sul computer dopo averlo scaricato
da un server Web durante la navigazione Internet.
I cookie sono utilizzati da alcuni siti web per identificare gli
utenti in modo da rendere più comoda la navigazione. Ad esempio, permettono
di memorizzare la password di un utente in modo che egli non la debba digitare
ogni volta. Inoltre l’utente che si collega nuovamente allo stesso
sito sarà riconosciuto e potrà ricevere una versione
personalizzata della pagina Web richiesta.
Solo il sito web che ha creato un cookie potrà leggere le informazioni
in esso contenute. I cookie si trovano generalmente (nei sistemi operativi
windows) nella cartella C:/windows/cookies, e possono
essere rimossi in qualsiasi momento.
L’utilizzo dei cookie non rappresenta una minaccia per l’utente
e non danneggia in alcun modo i dati e la privacy della persona. Al massimo
possono essere utilizzati per scopi statistici e per azioni di marketing
mirato mediante il controllo di quante volte uno stesso utente accede
a quel particolare sito Web.
Tuttavia, occorre saper distinguere i cookie, semplici file testuali che
non possono raccogliere informazioni personali, dagli adware e soprattutto
dagli spyware che sono devi veri e propri programmi che, in genere all’insaputa
dell’utente, possono carpire informazioni private.
I software advertising-supported (detti anche adware o advertiseware)
sono caratterizzati dal fatto che possono essere scaricati e utilizzati
senza limiti di tempo, senza alcuna formalità e, soprattutto, senza
necessità di effettuare alcun pagamento.
Impropriamente sono considerati
programmi freeware o shareware in quanto il loro uso è condizionato
non al pagamento di somme di denaro, ma all'accettazione di piccoli banner
pubblicitari che vengono periodicamente visualizzati durante il loro utilizzo.
In realtà per un prodotto adware il vero costo è rappresentato
soprattutto dall’impegno di una quota delle proprie risorse elaborative
e di connettività e dalla sensazione di sentirsi osservati e sollecitati
in continuazione.
I software adware sono creati in modo tale che, oltre al software vengano
inserite con l’installazione, anche delle funzionalità aggiuntive
che operano utilizzando la connessione a Internet dell'utente. Via Internet,
queste funzioni permettono di contattare periodicamente i server della
compagnia pubblicitaria, senza che l'utente possa accorgersene. Attraverso
queste sessioni di collegamento, il software adware riceve nuovi banner
da visualizzare da un server web dedicato. Pertanto si instaura un collegamento
tra il computer dell’utente e il server web.
Questo è l’aspetto pericoloso dei programmi costruiti con
la tecnologia adware e che determina la distinzione con
gli spyware. Si tratta del rischio che la comunicazione non avvenga solo
in questa direzione. Infatti nel caso in cui la comunicazione avviene
solo dal server Web al programma, si può parlare di adware, se
invece la comunicazione avviene anche dal programma al server Web, in
questo caso il software può essere considerato uno spyware.
Uno spyware, come indica il nome stesso è un programma che "spia" le
nostre attività. Una definizione di spyware più articolata è quella
di un programma nascosto all'interno del sistema operativo che attraverso
la rete Internet trasmette informazioni, riservate e non, relative a una
persona o ad un’organizzazione, senza che questi ne siano a conoscenza.
In genere l’installazione di uno spyware avviene all’insaputa
dell’utente. Successivamente il programma comincia a funzionare in
modo nascosto all'interno del sistema operativo effettuando “silenziosamente” connessioni
ad alcuni server Internet prestabiliti.
L'installazione di uno spyware spesso avviene in automatico quando installiamo
un programma freeware. In altri casi possono essere installati durante
la navigazione Internet, soprattutto da utenti inesperti che vedendo apparire
una finestra di conferma, senza leggere con attenzione di cosa si tratta,
cliccano sul pulsante "Accetta".
Appare immediatamente chiaro come l'utilizzo di tecnologie spyware rappresenti
un pericolo reale, in grado di minare seriamente la privacy. Il principale
problema rappresentato dai programmi spyware è che essi potenzialmente
possono spedire via internet dati, file e parametri di configurazione memorizzati
sui dischi del computer dell’utente. |
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7.1.2 Considerazioni sulla sicurezza
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7.1.2.1
Sapere cosa è un sito protetto
(uso di nome utente e password).
Per sito protetto generalmente si intende un sito Web
o un’area di
esso il cui accesso è mediato da una procedura di identificazione
e che garantisce la sicurezza delle informazioni. In altre parole per poter
entrare il visitatore deve frasi riconoscere dal sistema di solito mediante
l’inserimento di un nome utente e di una password.
Un esempio di sito protetto può essere l’area Web riservata
delle banche che permettono soltanto ai propri Clienti autorizzati di consultare
il proprio conto corrente o di effettuare transazioni on-line.
Allo stesso modo in alcuni siti di commercio elettronico che vendono prodotti
o servizi on-line, occorre registrarsi per ottenere nome utente e password
per poi accedere all’area riservata per l’erogazione dei servizi
o per l’acquisto dei prodotti.
In alcuni siti dopo la prima registrazione, l’utente può avere
accesso alla propria area riservata grazie al meccanismo di identificazione
dei cookie.
Per garantire la sicurezza sul Web sono stati sviluppati degli standard
di sicurezza per i protocolli di comunicazione. S-HTTP
sta per Secure Hypertext Transfer Protocol. E’
uno standard per la sicurezza proposto dal W3C, il consorzio per il Web,
che consente sia l'autentificazione del server che la crittografia dei
dati inviati per i singoli messaggi. Supporta meccanismi di gestione di
chiavi multiple ed algoritmi di cifratura.
SSL sta per Secure Socket Layer. Questo protocollo fu sviluppato dalla
Netscape Communications Corporation. Consente di ottenere una connessione
sicura tra client e server, provvedendo alla criptatura dei dati, all'autentificazione
del server, al controllo sull'integrità dei dati e eventualmente
all'autentificazione del client.SSL e S-HTTP sono protocolli che non si
escludono e possono essere integrati utilizzandoli in modo complementare.
Per controllare che un sito sia protetto è necessario controllare
che sulla barra dell'indirizzo del browser compaia la scritta https e soprattutto
che sulla barra di stato appaia un'icona con un lucchetto giallo. |
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7.1.2.2
Sapere cosa è un certificato digitale
di identificazione.
Un certificato digitale di identificazione (o Digital
ID) può essere
considerato un equivalente elettronico di documenti di riconoscimento come
un passaporto, una tessera o una patente di guida. Presentando il proprio
certificato digitale è possibile provare la propria identità in
modo da essere abilitati a ottenere informazioni e servizi on-line.
Un certificato digitale si avvale di una coppia di chiavi elettroniche
per comprovare l'identità di un soggetto: la chiave pubblica
del proprietario e la chiave privata rilasciata da un’Autorità di
Certificazione che è un organizzazione che si occupa di garantire
l'identità di un soggetto su Internet. Una delle Autorità di
Certificazione più famose a livello mondiale si chiama VeriSign.
Il certificato digitale deve contenere alcune informazioni:
- il nome del
proprietario,
- la data di scadenza della chiave pubblica,
- il nome dell'emittente,
- il numero di serie del Certificato Digitale,
- la firma digitale dell'emittente. |
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7.1.2.3
Sapere cosa è la crittografia e
perché viene usata.
Il termine crittografia vuol dire “scrittura segreta” e deriva
da due parole greche "Kruptòs" che significa nascosto, e "graphia" ovvero
scrittura.
Un sistema di crittografia (detto anche sistema
di cifratura) e' un metodo
per rendere illeggibili messaggi e informazioni, in modo da renderli decodificabili
solo dal destinatario.
Anche se è possibile applicarla anche ai comuni messaggi e-mail,
la crittografia viene utilizzata soprattutto nei servizi on-line di commercio
elettronico per l’esecuzione di transazioni sicure mediante carta
di credito. Le procedure di sicurezza prevedono la crittografia dei dati
trasmessi (numero della carta, data di scadenza, nome del titolare, ...)
per evitare che vengano intercettati da eventuali malintenzionati.
La crittografia si basa su algoritmi di cifratura che rendono il messaggio
indecifrabile sulla base di una chiave, cioè di un dato in possesso
solo dal destinatario autorizzato a leggere l’informazione.
Gli algoritmi crittografici che oggi sono utilizzati possono essere suddivisi
sostanzialmente in due classi:
- algoritmi simmetrici (o a chiave privata);
-
algoritmi asimmetrici (o a chiave pubblica).
La crittografia simmetrica è su algoritmi in cui
le operazioni di cifratura e di decifratura presuppongono la conoscenza
di una sola chiave,
detta chiave privata (o segreta), che
dev'essere nota solo al mittente
e al destinatario del messaggio.
In altre parole un mittente invia un messaggio
cifrato usando una chiave segreta e il destinatario lo decifra usando la
stessa chiave segreta. Il più famoso degli algoritmi simmetrici,
anche se ormai poco utilizzato è il DES (Data
Encryption Standard).
Il limite della crittografia simmetrica è tuttavia la distribuzione
delle chiavi segrete per il pericolo di essere intercettate o conosciute
da estranei malintenzionati.
La crittografia asimmetrica si basa sulla presenza di una coppia
di chiavi di cifratura, una chiave pubblica e una
privata generate in modo che sia
impossibile ricavarne una dall'altra. La chiave pubblica di ciascuna persona è pubblicata
e accessibile a tutti e serve per cifrare il messaggio, mentre la chiave
privata deve essere mantenuta segreta e serve per decifrare.
Una persona che deve comunicare con un'altra persona non deve far altro
che cifrare il messaggio con la chiave pubblica del destinatario, che
una volta ricevuto il messaggio non dovrà fare altro che decifrarlo
con la chiave segreta personale. Solo il destinatario del messaggio, può
decifrarlo usando la sua chiave privata, in quanto nessuno può
recuperare la chiave privata dalla sua corrispondente chiave pubblica:
per questo motivo non esiste il problema di comunicare segretamente la
chiave pubblica.
La sicurezza di un sistema di crittografia a doppia chiave è tuttavia
legata all’autenticità della chiave pubblica.
Per questo motivo esistono i certificati di autenticità
detti anche certificati digitali di identificazione.
I certificati sono documenti digitali che attestano il collegamento di
una chiave pubblica con il proprietario reale. Questi certificati sono
emessi da Autorità Certificatrici.
La crittografia a doppia chiave è stata una brillante intuizione,
ma le funzioni matematiche che generano il codice cifrato e quelle inverse
per decifrarlo fanno si che questo tipo di crittografia sia molto più lento
rispetto ai sistemi simmetrici a chiave segreta.
Per questo sono nati sistemi di crittografia misti, che combinano le due
tecniche in modo da sfruttare i vantaggi di entrambe. In questi sistemi
si utilizza la chiave pubblica soltanto per comunicare la chiave segreta
(che in questi casi viene chiamata chiave di sessione) che poi verrà usata
per una normale comunicazione basata su cifrati a chiave segreta. In questo
modo quindi è ampiamente risolto il problema della sicurezza nello
scambio della chiave e si mantiene alta la velocità di cifratura/decifratura
senza penalizzare la comunicazione.
Una delle grosse innovazioni permesse dalla crittografia asimmetrica è la
firma digitale: il mittente di un messaggio può infatti firmarlo
grazie alla sua chiave privata (che solo lui possiede), ma tutti sono in
grado di verificare l'autenticità della firma grazie alla chiave
pubblica (che è nota a tutti). La firma può poi essere abbinata
alla normale cifratura, ottenendo messaggi firmati e cifrati.
Per risolvere il problema della lentezza della crittografia asimmetrica,
tuttavia, ciò che il mittente cifra con la propria chiave privata
per garantirne l'autenticità non è l'intero messaggio, ma
una sua “impronta digitale” (detta digest) ottenuta mediante
la cosiddetta funzione di hash.
In altre parole la funzione di hash trasforma un testo
normale di lunghezza arbitraria in una stringa di lunghezza relativamente
limitata. Questa stringa rappresenta una sintesi del messaggio che è
appunto il digest, l’impronta digitale univoca che gode di tre importanti
proprietà:
- da un messaggio
si può facilmente calcolare il suo valore di hash;
- dal valore di
hash è impossibile risalire al messaggio;
- non si possono generare
due messaggi che abbiano la stessa sintesi.
Il digest cifrato viene allegato al messaggio e ne costituisce la firma.
Il destinatario calcola il digest del messaggio ricevuto, in quanto la
funzione di hash è pubblica, e lo confronta con quello che ottiene
decifrando con la chiave pubblica del mittente la firma allegata: se coincidono
la firma è autentica.
La firma digitale di un documento deve risolvere tre problemi
legati alla autenticazione e all’integrità dei dati:
- l’autenticità: il destinatario deve verificare
l'identità del mittente;
- la non ripudiabilità: il mittente non può
disconoscere un documento da lui firmato;
- l’integrità: il destinatario non può
creare o modificare un documento firmato da un altro soggetto.
Infine, può essere garantita anche la riservatezza
quando il documento digitale è firmato e cifrato in modo da essere
accessibile solo al mittente e al destinatario. |
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7.1.2.4
Conoscere il pericolo di infettare il
computer con un virus scaricando file.
Un virus informatico è un programma o una stringa di codice che possiede
la capacità di auto-replicarsi e una volta trasmesso e attivato nel
computer dell’ospite può alterarne il funzionamento.
Alcuni anni fa i primi virus si diffondevano soprattutto tramite lo scambio
di floppy disk infetti. Attualmente il maggior canale
di contagio è la posta elettronica
seguita dai programmi di messaggistica immediata e dallo
scaricamento di file o programmi infetti durante la navigazione
in Internet. L’inoculazione di un virus può avvenire anche
semplicemente visitando un sito web infetto dal quale inconsapevolmente
si può ricevere uno script pericoloso.
Mediante i messaggi e-mail, alcuni malintenzionati inviano come allegato
un programma eseguibile che l'utente in modo inconsapevole può
installare sul computer semplicemente aprendo il messaggio ricevuto.
Il pericolo di infettare il computer con un virus si verifica soltanto
per due situazioni:
- se si esegue un programma o si apre un file che è infettato
da un virus;
- se si avvia il sistema da un dischetto infetto.
Quindi non è sufficiente inserire nel drive un disco infetto o
visualizzare il contenuto di una sua cartella per essere infettati dal
virus, in realtà è sempre necessario che il programma infettato
dal virus sia eseguito oppure per restare infettati occorre avviare il
computer da un dischetto infetto.
Inoltre un virus non può trasmettersi mediante file di tipo non
eseguibile, come testi, messaggi di posta elettronica, immagini...L'unico
tipo di file che può trasmettere un virus è un file che contiene
un programma. Tuttavia particolari virus possono essere contenuti in documenti,
fogli di lavoro e database sottoforma di Macro. Le Macro sono un insieme
di istruzioni che alcuni applicativi, come ad esempio Microsoft Word o
Excel, mettono a disposizione degli utenti per automatizzare alcune operazioni
ripetitive.
Non bisogna comunque aver paura di non poter evitare il contagio perché esistono
delle precise precauzioni che, se applicate accuratamente, possono eliminare
quasi del tutto il rischio di essere infettati da un virus:
- occorre evitare
di scaricare programmi e file di dubbia provenienza;
- proteggere da scrittura
i supporti rimovibili;
- prestare attenzione ai messaggi e-mail provenienti
da mittenti sconosciuti, evitando di aprire allegati anonimi;
- mantenere
attive tutte le impostazioni consigliate dal sistema operativo e dal browser
per mantenere la massima protezione;
- installare un firewall prima di connettersi
a Internet per proteggere il computer da attacchi di cracker mediante virus,
worm e trojan horse;
- scaricare frequentemente gli aggiornamenti di protezione
più recenti per il sistema operativo.
La protezione più importante dagli attacchi dei virus tuttavia,
si ottiene con l’installazione di un software specifico chiamato
Antivirus, e soprattutto mantenendolo aggiornato il più frequentemente
possibile. Senza un costante aggiornamento infatti, il livello di protezione
dell’antivirus diminuisce drasticamente ed è per questo che
i moderni antivirus hanno funzioni automatiche di aggiornamento via Internet. |
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7.1.2.5
Conoscere il pericolo di essere vittime
di frodi usando carte di credito su Internet.
Il pericolo di essere vittime di frodi usando carte di credito su Internet è aumentato
con lo sviluppo del commercio elettronico.
Gli attacchi possibili che possono essere effettuati da malintenzionati
prevedono:
- l’intercettazione del numero della carta di credito durante
una transazione conclusa via Internet;
- la violazione dei database delle
aziende che vendono servizi o prodotti via Internet e che memorizzano i
numeri delle carte di credito dei loro clienti;
- il recupero del numero
di carta di credito mediante una falsa richiesta di informazioni;
- l’utilizzo
di programmi che tentano di riprodurre la numerazione della carta di credito.
Il pericolo reale tuttavia, si presenta quando i dati che viaggiano attraverso
Internet sono trasmessi “in chiaro” e quindi possono essere
intercettati e letti da estranei. Per questo motivo è molto importante
che i dati della propria carta di credito siano inviati soltanto
a siti che riteniamo “sicuri” e che adottino sistemi
di sicurezza come la crittografia e la firma digitale. Ad esempio prima
di effettuare una transazione con una carta di credito è consigliabile
verificare che il fornitore abbia un recapito fisico
e non solo un indirizzo e-mail. Inoltre è buona norma stampare
e conservare una o più copie dell'ordine effettuato on-line.
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7.1.2.6
Comprendere il termine firewall.
Il termine firewall, letteralmente “muro di fuoco”, indica un
software oppure un dispositivo più complesso in cui il software è installato
su hardware dedicato, che è posto a difesa di un sistema informativo
che può essere un singolo computer o un’intera rete privata.
Il firewall agisce controllando e “filtrando” il traffico,
sia in ingresso che in uscita, tra un computer o una rete LAN e una rete
esterna, che di solito è Internet.
In altre parole un firewall effettua un monitoraggio continuo di tutti
i dati e le informazioni in ingresso e in uscita dai computer del proprio
sistema informativo, blocca il traffico non autorizzato dall’esterno
all’interno, mentre consente agli utenti interni di comunicare liberamente
con l’esterno, se autorizzati a farlo. Il firewall quindi permette
ad ogni utente un accesso ai soli servizi e informazioni a cui sono abilitati
e per questo motivo rappresenta uno degli strumenti più importanti
per implementare una politica di sicurezza in una qualsiasi rete privata.
Lo scopo di un firewall è di proteggere il proprio sistema informativo
da accessi illegali da parte di pirati o cracker che possono compiere
attacchi e tentativi di intrusione mediante virus, worm e trojan horse.
Le minacce dall’esterno sono molte e gli attacchi sono portati da
malintenzionati che sono definiti hacker o cracker.
Il termine hacker in
genere identifica un soggetto che grazie alle sue conoscenze di programmazione
riesce a penetrare dall’esterno in server e sistemi informativi di
solito di grandi compagnie e aziende, al solo scopo di verificare la propria
capacità di violare i sistemi di sicurezza informatica.
I cracker invece sono soggetti che attaccano sistemi informativi con l’obiettivo
di danneggiare e distruggere programmi e informazioni.
I principali attacchi sono attuati utilizzando appositi software e procedure
in grado di sfruttare punti deboli dei sistemi che utilizzano il protocollo
di comunicazione TCP/IP.Con questo protocollo infatti, ogni computer effettua
comunicazioni verso l’esterno utilizzando una serie di “porte” che
permettono a tutte le applicazioni di dialogare con la rete secondo il
modello client-server.
Le porte non sono vere e proprie porte fisiche, ma porte logiche, cioè identificativi
numerici con i quali il TCP/IP è in grado di stabilire più connessioni
contemporanee sullo stesso computer.
L’identificativo di una porta è un
numero intero positivo a 16 bit, quindi compreso tra 0 e 65535.Ogni porta
ha uno scopo ben preciso o viene usata per un servizio definito.
Le porte si dividono in tre raggruppamenti principali.
Le Well Know Ports o “porte ben note” il cui numero è prefissato nel range
da 0 a 1023 e corrispondono a servizi standard.
Ad esempio:
- la porta 80 è la
porta utilizzata dal server Web con il protocollo http;
- la porta 21 è utilizzata
per i servizi FTP;
- la porta 23 è utilizzata per i servizi Telnet;
-
la porta 25 è usata per la spedizione della posta elettronica, tramite
il servizio SMTP;
- la porta 110 è usata per la ricezione della posta
elettronica, mediante il server POP3.
Le altre porte sono le porte registrate, che hanno un range di numeri
da 1024 a 49151 e possono essere usate da vari programmi applicativi, e
le porte dinamiche (o private) che sono assegnate dinamicamente dal sistema
operativo alle applicazioni nel range di numeri da 49152 a 65535.
Per comprendere la vulnerabilità dei computer che si collegano
a Internet senza un dispositivo firewall occorre analizzare cosa accade
quando si stabilisce una connessione esterna.
Un qualsiasi computer che
si presenta sulla rete Internet ha un indirizzo TCP/IP attivo, mentre sull’elaboratore
client possono essere in esecuzione diverse applicazioni server, in ascolto
su porte diverse.
L’applicazione server “rimarrà in
ascolto” su una determinata porta, finché non si stabilirà una
socket, ossia una connessione con il computer server, specificando quella
porta.
In pratica una socket identifica una specifica connessione tra un client
ed un server su una determinata porta ed è univocamente determinata
da cinque parametri:
- l’indirizzo IP del client;
- la porta del client;
-
l’indirizzo IP del server;
- la porta del server;
- il protocollo
di comunicazione utilizzato (che può essere TCP o UDP).
Per questo motivo un computer può avere delle porte di
comunicazione “aperte” e
vulnerabili da malintenzionati che, una volta conosciuto l’indirizzo
IP del computer che si connette a Internet, possono introdursi all’interno
del sistema e infettarlo con virus, trojan horse, oppure possono causare
danni cancellando file o formattando gli hard disk.
Questo pericolo aumenta quando la connessione avviene con un indirizzo
IP statico, come accade ad esempio con alcune connessioni ADSL. In questi
casi infatti l’indirizzo IP con il quale il computer si collega a
Internet è sempre lo stesso. Questo non si verifica invece quando
l’assegnazione dell’IP da parte del provider è dinamica
e cambia ad ogni collegamento.
Un Firewall è in grado di bloccare tutte le porte non in uso del
computer sia in entrata che in uscita. Se un programma autorizzato dall’utente,
come ad esempio un client di posta elettronica, ha bisogno di utilizzare
una porta di comunicazione il firewall provvede ad aprirla per il tempo
strettamente necessario, per poi richiuderla automaticamente.
Se un utente esterno riesce a conoscere l’indirizzo IP del computer
con il quale ci si connette ad Internet, che ad esempio può essere
intercettato da una e-mail o da un messaggio inviato in una chat, il firewall
riesce a rendere l’elaboratore stealth (ossia invisibile).
L’uso dei firewall anche per gli utenti domestici sta diventando
sempre più una necessità, per le possibili falle di sicurezza
dei sistemi operativi che lasciano aperte delle porte di comunicazione
e a causa dell’utilizzo sempre più ampio delle connessioni
a Internet.
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7.1.3 Primi passi con un browser
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7.1.3.1
Aprire (e chiudere) un programma di navigazione
su Internet (browser).
Esistono diversi modi per avviare un programma di navigazione su Internet.
Se l’icona di Internet Explorer è presente
sul desktop, è sufficiente fare doppio clic con il tasto sinistro
del mouse sull’icona del browser. E’ anche possibile aprire
Internet Explorer utilizzando il menu Start presente
sulla barra delle applicazioni. Occorre cliccare il pulsante Start,
selezionare la voce Tutti i programmi, per visualizzare
l’elenco dei programmi installati, e cliccare con il tasto sinistro
sull’icona Internet Explorer.Si apre immediatamente il programma
ed appare la finestra di lavoro.
L’icona di Internet Explorer, a seconda delle impostazioni
definite dall’utente, può essere disponibile anche sulla
barra delle applicazioni e nel menu di avvio.
Per controllare queste impostazioni, posiziona il puntatore del mouse
sul pulsante Start e clicca il tasto destro. Dal menu
di scelta rapida che appare scegli la voce Proprietà.
La finestra che appare è suddivisa in due schede. Nella scheda
Menu di avvio, premi il pulsante Personalizza.
Nel riquadro Mostra nel menu di avvio è disponibile
la casella di opzione per rendere visibile l’icona di collegamento
di Internet Explorer direttamente nel menu di avvio. La
presenza del segno di spunta indica che l’icona è visibile.
Premi il pulsante OK per confermare le tue impostazioni.
Nella scheda Barra delle applicazioni, controlla il
riquadro relativo all’aspetto della barra. La presenza del segno
di spunta nella casella di opzione Mostra avvio veloce
indica che è disponibile sulla barra delle applicazioni la sezione
relativa all’ Avvio veloce. Premi il pulsante Applica,
quindi OK per rendere definitive le tue impostazioni.
La modalità più veloce per chiudere Internet Explorer
è cliccare sul pulsante Chiudi (La X
nell’angolo in alto a destra).
Esistono però anche altri modi per uscire dal browser: attiva il
menu File e seleziona con un clic del mouse la voce Chiudi;
oppure fai un doppio clic sull’icona di Internet Explorer
presente in alto a sinistra sulla Barra del Titolo. In
alternativa, posiziona il puntatore del mouse sulla barra del titolo,
e clicca il tasto destro del mouse, nel menu di scelta rapida che appare
seleziona Chiudi.
Utilizzando la tastiera è possibile chiudere il programma mediante
la combinazione dei tasti ALT+F4 che
devono essere premuti contemporaneamente.
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7.1.3.2
Cambiare la pagina iniziale/home page
di un browser.
All’apertura del browser di Internet Explorer,
in modo predefinito viene proposta una pagina del sito di Microsoft. In
qualsiasi momento è possibile cambiare la pagina iniziale detta
anche home page.
Attiva il menu Strumenti e seleziona il comando Opzioni
Internet. La finestra che appare è articolata in diverse
schede. Nella scheda Generale, utilizza i pulsanti disponibili
nel riquadro Pagina iniziale, per impostare la pagina
che desideri visualizzare all’ apertura del programma. Il pulsante
Pagina corrente ti permette di impostare la pagina corrente
visualizzata nel browser, come pagina iniziale.
Il pulsante Pagina predefinita definisce come pagina iniziale
quella del sito Microsoft. Il comando infatti contiene l’indirizzo
ad una pagina specifica del sito stesso. Il pulsante Pagina vuota
inserisce nella casella Indirizzo una stringa di comando
affinché la pagina iniziale sia vuota. Sarai tu a digitare l’indirizzo
internet che intendi ricercare.
Per confermare le tue impostazioni premi il pulsante Applica, quindi OK.
Nel browser, sulla barra dei pulsanti standard, è disponibile il
pulsante Pagina iniziale che puoi utilizzare per richiamare la pagina che
hai impostato come iniziale. |
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7.1.3.3
Visualizzare una pagina Web in una nuova
finestra.
Se desideri visualizzare una pagina Web in una nuova finestra, ed avere
quindi la possibilità di navigare contemporaneamente in diverse
pagine Web, attiva il menu File, seleziona il comando Nuovo, quindi Finestra.
Se preferisci utilizzare la tastiera, è disponibile la combinazione
dei tasti CTRL+N che devono essere premuti
contemporaneamente. Si apre una nuova finestra sulla quale è presente
lo stesso contenuto della precedente. Nella casella Indirizzo,
digita il riferimento della nuova pagina che desideri ricercare e premi
il tasto INVIO oppure il pulsante Vai.
Sulla barra delle applicazioni restano disponibili i pulsanti che rappresentano
le pagine aperte.
Se sulla pagina Web che stai consultando è presente un collegamento
ipertestuale, e desideri visualizzarne il contenuto in una nuova finestra,
clicca con il tasto destro del mouse direttamente sul testo che rappresenta
il link, nel menu di scelta rapida che appare seleziona il comando Apri
in una nuova finestra. |
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7.1.3.4
Interrompere il caricamento di una pagina
Web.
Per interrompere il caricamento di una pagina Web clicca il pulsante Termina
disponibile sulla barra dei pulsanti standard, oppure
attiva il menu Visualizza e scegli il comando Termina.

Se preferisci utilizzare la tastiera premi il tasto ESC.
Può essere necessario interrompere il caricamento di una pagina
Web quando ti accorgi di aver sbagliato a digitare l’indirizzo,
oppure se per errore stai visualizzando una pagina che non è di
tuo interesse, o ancora, se i tempi di connessione troppo lunghi impediscono
di visualizzare completamente la pagina richiamata.
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7.1.3.5
Aggiornare una pagina Web.
Per aggiornare il contenuto di una pagina Web clicca il pulsante Aggiorna
disponibile sulla barra dei pulsanti standard, oppure
attiva il menu Visualizza e scegli il comando Aggiorna.

Se preferisci utilizzare la tastiera premi il tasto funzione F5.
Può essere necessario aggiornare il contenuto visualizzato, quando
si consultano pagine Web che propongono informazioni in tempo reale. Se
la pagina resta aperta nel browser per diverso tempo, può infatti
capitare di continuare a visualizzare le “vecchie” informazioni.
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7.1.3.6
Usare le funzioni di guida in linea (help)
del programma.
Sulla Barra dei menu è disponibile il menu
Guida in linea di Microsoft che risulta essere un valido ed efficace
strumento da utilizzare per risolvere difficoltà che si possono
presentare quando si naviga in internet.
Utilizzando la tastiera per attivare la guida devi premere il tasto funzione
F1.
Oppure tieni premuto ALT, e contemporaneamente il tasto MAIUSC con il
punto di domanda (?).
Sommario e indice è la prima voce disponibile
nel menu che ti permette di visualizzare la Guida. La finestra della Guida
contiene due riquadri, quello a sinistra serve per spostarsi da un argomento
all’altro, quello a destra presenta la visualizzazione degli argomenti.
Il riquadro di spostamento offre quattro differenti schede per ricercare
le informazioni. Nella scheda Sommario tutti gli argomenti
presenti nella Guida sono organizzati e ricercabili attraverso un indice.
Ogni argomento è rappresentato da un’icona libro che una
volta selezionata può essere aperta per visualizzare i sotto-argomenti
in essa contenuti. E’ sufficiente fare clic con il mouse sull’argomento
stesso per visualizzarne il contenuto.
La scheda Indice permette di cercare parole specifiche
o di effettuare una scelta dall’elenco delle parole chiave. Puoi
digitare una o più parole chiave nella casella Immettere
la parola chiave da trovare presente nella parte superiore della
finestra. A questo punto compaiono un elenco di parole chiave correlate
nella casella sottostante. Un doppio clic su una parola o un clic sul
pulsante Visualizza dopo averla selezionata, fa apparire
il relativo contenuto.
Nella scheda Cerca è disponibile la casella Immettere
la parola chiave da trovare in cui puoi inserire l’argomento
da cercare. Dopo aver premuto il pulsante Elenca argomenti
o il tasto INVIO, nel riquadro si visualizzano tutti
gli argomenti correlati alla ricerca che hai impostato. Trovato l’argomento
che desideri approfondire, per visualizzarlo nel riquadro a destra della
finestra, fai doppio clic con il tasto sinistro del mouse per selezionarlo,
oppure dopo averlo selezionato premi il pulsante Visualizza.
La scheda Preferiti ti offre la possibilità di
gestire un tuo personale elenco di argomenti presenti nella Guida. Nel
riquadro Argomenti è disponibile l’elenco
completo degli argomenti archiviati come preferiti, seleziona l’argomento
ed utilizza il pulsante Rimuovi se desideri cancellare
l’argomento dall’elenco preferiti, oppure
premi Visualizza per rendere disponibile il contenuto.
Nella casella Argomento corrente è presente il
riferimento all’argomento che stai consultando al momento, premi
il pulsante Aggiungi se desideri inserirlo tra i preferiti.
Nella Guida sotto la Barra del Titolo sono disponibili dei pulsanti utili
per:Nascondere o Mostrare il riquadro di spostamento; i pulsanti freccia
Indietro e Avanti ti saranno utili per ripercorrere gli argomenti visualizzati
durante una sessione di ricerca; il menu Opzioni che propone alcuni dei
comandi appena analizzati ed altre opzioni di personalizzazione.
Per poter stampare un argomento presente nella guida, dopo averlo visualizzato,
posiziona il puntatore del mouse sul riquadro a destra e clicca il tasto
destro del mouse. Nel menu di scelta rapida che appare seleziona il comando
Stampa.
Utilizzando il menu Guida è possibile attivare il riquadro Suggerimenti.
Si
tratta di una serie di brevi e pratici consigli che restano disponibili
nella parte inferiore della finestra.
Clicca sul comando Suggerimento successivo per scorrere e visualizzare suggerimenti differenti.
Nel menu Guida sono inoltre disponibili alcuni consigli per gli utenti
che utilizzano il browser Netscape per navigare il Internet, e il collegamento
a due servizi disponibili on-line relativi al Supporto tecnico e Commenti
e suggerimenti. |
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7.1.4 Modificare le impostazioni
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7.1.4.1
Mostrare e nascondere le barre degli strumenti.
Il modo più rapido per mostrare o nascondere una barra degli strumenti
è cliccare con il pulsante destro del mouse su una barra degli
strumenti, quindi selezionare dal menu di scelta rapida che compare la
barra degli strumenti che si desidera visualizzare o nascondere, clicca
con il tasto sinistro per confermare la tua scelta. Nel menu di scelta
rapida le barre già visualizzate sono distinte dal segno di spunta
che compare sulla sinistra.
Utilizzando il menu Visualizza seleziona la voce Barre
degli strumenti per visualizzare l’elenco delle barre disponibili. Clicca con il
tasto sinistro sulla barra che desideri nascondere o mostrare. Con la tastiera
tieni premuto il tasto ALT, quindi premi V per aprire il menu Visualizza,
poi la lettera B. Per scorrere l’elenco e posizionarti sulla barra
da selezionare utilizza le frecce delle tastiera e premi il tasto INVIO per confermare la tua scelta.
Il comando Personalizza ti permette di visualizzare
una finestra di dialogo, attraverso la quale puoi aggiungere o rimuovere
i pulsanti disponibili nella barra. Seleziona con un doppio clic del mouse
un pulsante presente nel riquadro Pulsanti disponibili
per visualizzarlo nel riquadro Pulsanti barra strumenti.
In alternativa, dopo aver compiuto la selezione, premi il pulsante Aggiungi.
In modo analogo se desideri rimuovere un pulsante dalla barra perché
poco utilizzato, selezionalo dal riquadro Pulsanti barra strumenti
con un doppio clic, oppure utilizza il pulsante Rimuovi.
Puoi utilizzare i pulsanti Sposta su, Sposta
giù per impostare un ordine di visualizzazione dei pulsanti
e definire delle opzioni di visualizzazione del testo e delle icone, attraverso
i rispettivi menu a discesa. Premi il pulsante Chiudi
per rendere attive le tue impostazioni.
Attraverso il menu Visualizza è inoltre possibile
attivare la barra di stato, che compare ai piedi della
finestra del browser e contiene informazioni relative alle operazioni
in corso di svolgimento, o agli oggetti selezionati.
La barra di Explorer permette di attivare i comandi: Cerca,
Preferiti, Multimedia, Cronologia, Cartelle. Questi stessi comandi
possono essere disponibili anche sulla barra dei pulsanti standard.
Il comando Cerca, visualizza un riquadro sulla sinistra della finestra,
che ti permette di compiere una ricerca nel Web digitando una parola o
una frase nella casella Cerca.
Il comando Preferiti rende disponibile l’elenco delle pagine web
archiviate come “preferite”.
Più avanti analizzeremo
in modo approfondito quali procedure utilizzare per creare questo archivio
personale.
La barra Multimediale consente di ascoltare file multimediali e stazioni
radio Internet mentre si esplora il Web. È disponibile un'ampia
scelta di stazioni radio che trasmettono musica e altri programmi.
Per sfogliare un elenco delle pagine Web visitate di recente, è disponibile
il comando Cronologia. È possibile riorganizzare l'elenco della cronologia
o eseguire una ricerca al suo interno.
Il comando Cartelle visualizza tramite il browser il contenuto delle cartelle
presenti nel sistema.
Nel menu Visualizza sono inoltre disponibili i comandi che ti permettono
di intervenire nella visualizzazione del testo: Carattere ti serve per
modificare la grandezza del carattere, Codifica per impostare lo standard
della lingua. |
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7.1.4.2
Visualizzare e nascondere le immagini
di una pagina Web.
Nella comunicazione, spesso, le immagini assumono un ruolo preponderante
rispetto al testo scritto. Anche nelle pagine Web, molto spesso, vengono
utilizzate molte immagini. Tuttavia, poiché scaricare dalla rete le immagini,
richiede tempi di connessione più lunghi rispetto a quelli necessari
per visualizzare il testo, l’utente può decidere di non visualizzare
le immagini presenti nelle pagine Web.
Attiva il menu Strumenti e seleziona il comando Opzioni
Internet. Posizionati nella scheda Avanzate
e disabilita la casella di controllo Mostra immagini.
Per confermare le tue impostazioni premi il pulsante Applica,
quindi OK. La pagina Web viene ora visualizzata priva
di immagini; al loro posto compare un’icona che ne segnala la presenza.
Se desideri visualizzare qualche immagine in particolare, clicca sull’icona
con il tasto destro del mouse e nel menu di scelta rapida che appare seleziona
il comando Mostra immagine.
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7.1.4.3
Visualizzare gli indirizzi già visitati
usando la barra degli indirizzi del browser.
Per visualizzare gli indirizzi di pagine Web già visitate, puoi utilizzare
la barra degli indirizzi del browser. Clicca il menu a discesa per visualizzare
l’elenco degli ultimi siti Web visitati. Se preferisci utilizzare
la tastiera premi il tasto funzione F4.
In alternativa puoi utilizzare la funzione di completamento automatico. Inizia
a digitare l’indirizzo del sito che desideri consultare; durante
la digitazione, vengono visualizzate nell’elenco solo le possibili
corrispondenze al testo inserito. Se nell’elenco compare l’indirizzo
che stai cercando, selezionalo con un clic del mouse, oppure utilizza i
tasti freccia.

Premi il tasto INVIO oppure il pulsante Vai
per avviare la ricerca. Per visualizzare gli indirizzi di pagine Web visitate
di recente, puoi utilizzare anche il comando Cronologia.
Le pagine Web visitate sono suddivise in Oggi, Ultima settimana,
2 settimane fa.
Seleziona il periodo, quindi la cartella di sito
Web per visualizzare l’elenco delle singole pagine che
hai visitato, infine clicca sul collegamento alla pagina Web
che desideri consultare.
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7.1.4.4
Cancellare la cronologia/history.
La Cronologia, come abbiamo visto, contiene i collegamenti
alle pagine consultate di recente e ne consente quindi un rapido accesso.
Per personalizzare il contenuto della Cronologia, attiva
il menu Strumenti e scegli il comando Opzioni
Internet.
Posizionati nella scheda Generale, quindi nella rispettiva
casella del riquadro Cronologia, digita il numero, per
indicare quanti giorni desideri che le pagine vengano conservate. Ricorda
che un elevato numero di giorni, richiede uno spazio maggiore sul disco
del computer, sul quale devono essere conservate le informazioni.
Per confermare le tue impostazioni premi il pulsante Applica,
quindi OK.
Il pulsante Cancella cronologia ti permette di eliminare le voci di collegamento
alle pagine consultate e di liberare di conseguenza anche una parte del
disco. Una finestra di dialogo ti richiede un’ulteriore conferma prima
di procedere alla cancellazione definitiva. |
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