1.7.2.1
Comprendere il termine virus quando viene impiegato
nell’ambito informatico e sapere che esistono diversi tipi di virus.
Sapere quando e come i virus possono penetrare in un computer.
Con il termine virus informatico
si intende un programma o una stringa di codice che possiede la capacità
di auto-replicarsi. Un virus è scritto intenzionalmente per alterare
il funzionamento del computer senza che ciò venga autorizzato o
rilevato dall’utente. Dopo essersi introdotto sul computer, si riproduce
all’interno di altri file e quando viene attivato può danneggiare
i file, causare un comportamento anomalo del sistema o visualizzare messaggi
inutili.

La maggior parte dei virus si limitano a replicarsi,
ma molti possono causare molti danni dopo l’infezione come:
- intasamento del server della posta,
- eliminazione o modifica di file e archivi,
- perdita di informazioni riservate,
- danneggiamento di programmi o del sistema operativo,
- formattazione degli hard disk,
- peggioramento delle prestazioni dell’intero sistema informativo.
Esistono diversi tipi di virus,
ognuno è caratterizzato dalla modalità di trasmissione,
dal grado di invasività e dalla gravità dei danni che può
generare. Fino al 1987 ne erano stati individuati 12, dopo 15 anni sono
stati classificati altri 70.000 virus circa e ogni giorno ne vengono creati
di nuovi.
I virus generici agiscono su
particolari file o su programmi specifici. In genere intervengono aggiungendo
all’inizio o alla fine del file originale alcune istruzioni virali. In
questo modo, ogni volta che viene eseguito il file originale viene eseguito
anche il codice virale.
I virus macro sono programmi
o parti di codice che viene scritto nel linguaggio delle macro di applicazioni
quali Microsoft Word e Microsoft Excel. Le macro sono un insieme di istruzioni
che gli applicativi mettono a disposizione degli utenti per automatizzare
alcune operazioni ripetitive. Per questo motivo i virus possono essere
contenuti non solo all’interno di programmi, ma anche in documenti,
fogli di lavoro e database.
I virus macro sono pericolosi in quanto sono realizzati
in modo da riprodurre se stessi da un file all'altro e spesso possono
distruggere o modificare i dati. Alcuni si replicano solamente,
mentre altri infettano altri documenti. Questi virus in altre parole sono
in grado di trasformare un innocuo file di testo in un pericoloso programma.
Una misura di sicurezza specifica contro questo
tipo di virus è quella di scambiarsi i contenuti delle applicazioni
in formati che non possano contenere macro, come quello di interscambio
RTF (Rich Text Format).Le versioni più recenti della suite Office,
tuttavia, possono avvisare l'utente quando si sta per aprire un file che
può contenere macro.
Non tutti i codici dannosi per i computer tuttavia,
possono considerarsi dei virus. L’auto-riproduzione infatti è
la caratteristica che differenzia i virus da altre infezioni simili ai
virus, quali i Trojan horse e i worm.
I Trojan horse sono i cosiddetti
“cavalli di Troia” in riferimento alla somiglianza
tra il loro funzionamento e lo stratagemma usato da Ulisse per penetrare
all’interno della città di Troia.
Si tratta di codici dannosi che in apparenza possono sembrare programmi
utili o di intrattenimento, come ad esempio un salvaschermo da scaricare
on-line. Spesso sono inviati con la posta elettronica e sono nascosti
all'interno di altri programmi, mimetizzati tra una serie di altre funzioni
utili. L'unico modo per venire contagiati è quello di eseguirli
esplicitamente.
Una volta installato sul computer dell’utente
il trojan può raccogliere informazioni riservate dal sistema come
password e user id, oppure può installare una backdoor,
cioè una porta nascosta attraverso la quale il malintenzionato
(detto in gergo cracker) può controllare da remoto
il computer senza che l’utente possa accorgersene.
Il Trojan horse non è un virus perché
non replica e né copia se stesso, ma danneggia la sicurezza del
computer. Inoltre per essere eseguito, richiede un intervento diretto
da parte dell'utente. Per evitare questo contagio quindi, occorre evitare
l'esecuzione di programmi che non danno sufficiente garanzia.
I worm sono programmi che si
riproducono creando copie di se stesso senza infettare altri programmi.
Alcuni worm si diffondono riproducendosi da un’unità disco
all'altra oppure inviandosi via e-mail o mediante altri meccanismi di
trasporto.
Essi ricercano tipi di file specifici e tentano di danneggiarli o distruggerli.
I worm a differenza dei virus si riproducono solo in memoria,
duplicandosi in miriadi di copie, tutte eseguite contemporaneamente, rallentando
così le prestazioni del computer. Altri worm si diffondono attraverso
la rubrica degli indirizzi di posta elettronica e sono in grado di auto-inviarsi
all'insaputa dell'utente.
I worm possono diffondersi facilmente attraverso
le reti locali o via Internet. Uno dei più famosi attacchi è
stato quello del Worm Blaster 32 che nell’estate
del 2003 ha colpito in breve tempo i computer di tutto il mondo. L’ampiezza
e la velocità dell’infezione ha richiesto un intervento diretto
di Microsoft® che ha messo a disposizione dei suoi utenti una patch
di sicurezza per rendere immuni alcuni dei suoi sistemi operativi
danneggiati dal worm.
Come i Trojan horse, i worm non sono virus e quindi
non possono essere riparati. Devono essere eliminati dal computer.
Analizziamo ora la modalità di
diffusione dei virus.
Alcuni anni fa i primi virus si diffondevano soprattutto tramite lo scambio
di floppy disk infetti.
Attualmente il maggior canale di contagio è la
posta elettronica seguita dai programmi di messaggistica
immediata e dallo scaricamento di file o programmi infetti
durante la navigazione in Internet. L’inoculazione di un virus può
avvenire anche semplicemente visitando un sito web infetto dal quale inconsapevolmente
si può ricevere uno script pericoloso.
Mediante i messaggi e-mail, alcuni malintenzionati
inviano come allegato un programma che l'utente in modo inconsapevole
può installare sul computer semplicemente aprendo il messaggio
ricevuto. Attraverso la posta elettronica un nuovo virus può infettare
migliaia di computer presenti in tutto il mondo in pochi giorni e in alcuni
casi in poche ore.
Spesso alcuni virus infatti riescono a configurare il programma
di posta elettronica in modo da auto-inviarsi con i messaggi
spediti successivamente. Per evitare il contagio da questo tipo di virus
è consigliabile non aprire allegati di cui non si conosce la provenienza.
Dopo l’inoculazione nel computer, un
virus può propagarsi in diversi modi. In genere il virus
si memorizza all'insaputa dell'utente in una memoria di massa al momento
del salvataggio di un file. Quando il documento viene copiato su un altro
computer anche il virus viene trasferito.
Il virus tuttavia, può restare
inattivo finché non viene avviato un programma infetto,
oppure viene aperto un documento infetto o finché il computer viene
avviato da un disco i cui file di sistema sono infetti.
Quando un virus risiede nella memoria, esso infetta qualsiasi programma
venga eseguito, compresi i programmi di rete.
Il comportamento dei virus è variabile:
alcuni virus rimangono attivi in memoria finché il computer non
viene spento; altri rimangono attivi solo finché è in esecuzione
il programma infetto.
Spegnendo il computer o uscendo dal programma, il virus viene rimosso
dalla memoria, ma non viene rimosso dal file o dal disco infetto. Quindi,
se il virus risiede in un file del sistema operativo, si attiverà
al successivo avvio del computer dal disco infetto. Se il virus risiede
in un programma, si riattiverà alla successiva esecuzione del programma.
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