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Breve storia del teatro fino a Goldoni
Il teatro nasce con la
comparsa dell’uomo, quando attraverso rituali, gli uomini cercavano di imitare
la caccia, situazioni legate alle divinità, facevano riti propiziatori,
così la realtà inizia a essere
rappresentata. Le prime vere forme di teatro nascono intorno VI e il V secolo
a.c. in Grecia, dove si cominciano a distinguere due generi importanti: la
tragedia e la commedia.
La tragedia deriva dal
greco “tragos” (capro) e “odè” (canto), pertanto alla lettera significa “canto
del capro”, il significato di tale derivazione è incerto. I più importanti
scrittori di tragedia dell’antichità furono Eschilo, Euripide e Sofocle. La
tragedia solitamente è composta di cinque atti, essa si caratterizza per un
inizio positivo e un finale negativo.
La commedia deriva dal
greco “komos”(corteo festivo) e “odè” (canto), pertanto alla lettera significa
“canto del corteo festivo”, anche per la commedia il significato della sua
derivazione etimologica è incerto. È sicuro che essa nasce in occasione delle
celebrazioni in onore di Dioniso. La commedia è solitamente composta di tre
atti, ha un inizio negativo e un finale positivo.
Per tutta l’antichità la
commedia e la tragedia furono le uniche forme espressive del teatro.
Tra il XVI e il XVII
secolo in Italia si impone una diversa forma di teatro la Commedia dell’arte che si diffonde in tutta
l’Europa, essa aveva le seguenti caratteristiche:
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Non c’era un copione scritto ma c’era soltanto un canovaccio, cioè solo un
intreccio della storia, sul quale l’autore doveva improvvisare;
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gli attori erano “artigiani” che imparavano un repertorio fisso dal quale
attingevano nell’improvvisazione;
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si basava su un linguaggio scurrile, sconcio e su baruffe continue
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i personaggi erano maschere come Pulcinella, Brighella, Arlecchino.
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